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Collezionismo e recensioni sull'opera lirica

  1. Pochi secondi, e la Diva rapisce !!!

    In tanti commenti riportati su pubblicazioni varie, su dischi 33 giri cd dvd, sono passati inosservati senza nessun rilievo alcuni secondi di una registrazione dal vivo, in occasione dell’inaugurazione al  Teatro alla Scala di Milano del 7.12.1955, in cui Maria Callas interpretava mirabilmente Norma, si ascolti questo piccolo frammento audio della sua recita, si capisce facilmente cosa coniughi l’espressione, la fantasia creativa, la sublime maestria interpretativa cioè, RAPIRE l’uditorio con grande pathos emozionale.
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  2. Il Festival Pucciniano 2009

     Il 10.07.2009 è iniziato il 55° Festival Pucciniano,un anno difficile per gestire  e mettere in scena spettacoli di alto valore artistico, per motivi che conosciamo di natura economica a livello internazionale. Purtroppo anche il 2010 ne risentirà, ma nonostante tutto l’anno in corso ci ha riservato spettacoli di buon livello. Passiamo alla mia analisi di melomane e CDA del Festival, cercherò di essere quanto più possibile libero da qualsiasi vincolo di………….Un cartellone ambizioso,con 4 titoli, 2 serate di balletto, 1 Gala lirico. Apertura con La Boheme di G.Puccini, un allestimento collaudato da anni con scene e costumi di J.M.Folon, la regia ottimamente ben riuscita di M.Scaparro direttore M.Rota, la serata di apertura purtroppo incorre in un malessere del tenore R.Aronica, questo ha condizionato una recita che poteva essere di buon livello, la Mimì della M.Kovalevska pur con alcuni particolari non in linea con l’azione scenica, è stata di buon livello vocale, ottimo il Marcello di L.Salsi sia dal punto di vista vocale che interpretativo, un baritono credetemi che arriverà a traguardi importanti, che daranno grande fama a questo talentuoso artista, convincente la Musetta della S.Dalla Benetta, gli altri…………..Tosca di G.Puccini, regia di B.De Tomasi tradizionale FINALMENTE e ben curata, F.M.Carminati a diretto bene, con tempi giusti e l’orchestra ha risposto adeguatamente,  la Tosca della Amarilli Nizza è stata ottima dal punto di vista vocale, bel diminuendo nel finale del “Vissi d’arte” per di più bissato !!! con il solito risultato, bene la presenza scenica,  forse è mancata di un maggior calore interpretativo, il debutto di A.Maestri in Scarpia è stato positivo ,voce possente estesa, però mancante di diverse sottolineature di un personaggio molto complesso e bisognoso di grande approfondimento, il Cavaradossi di A.Palombi sfoggia una voce importante di bel colore e generosa, ma si perde in alcuni atteggiamenti plateali che dovrebbe saper domare, gli altri…………Turandot di G.Puccini spettacolo piacevole ben diretto da V.Galli, con scene di E.Frigerio tradizionali, già sperimentate l’anno passato con vivo successo, la regia sempre attenta e qualificata di M. Scaparro, la Turandot di E.Popovskaya non è stata all’altezza del personaggio che impone presenza scenica, e soprattutto una qualità vocale e notevole nello sviluppo della zona acuta, il Calaf di F.Hong a cantato egregiamente, bene l’aria “Non piangere Liù” meno nella grande scena degli enigmi, bene il terzo atto, la Liù di D.D’Annunzio Lombardi voce di bel colore e attenta alla sensibilità del personaggio, il Timur di A.Zanazzo pur dando professionalità al personaggio, si nota una voce oscillante e incerta, bene il Ping, benino le altre maschere, bene Altoum, il mandarino……Manon Lescaut il miglior spettacolo della manifestazione, seppur questa coproduzione con Nizza sia insufficente, con una regia mal posta ed alcune forzature inadeguate e improprie, il direttore A.Veronesi ha diretto con precisione uno spartito particolarmente difficile e complesso, ma quando Martina Serafin (M.Lescaut) si è presentata in scena intonando “Manon Lescaut mi chiamo”, si è capito subito che questa artista avrebbe riportato un grande successo, dal movimento scenico, l’intensione del personaggio, il fraseggiare, la voce completa in tutta la gamma, da notare con quanta distinzione si è tolta la parrucca sedendosi sul palcoscenico, l’aria “In quelle trine morbide” per un canto morbido, ”l’ora o Tirsi” accolta con una ovazione, con “Sola perduta abbandonata” la Serafin ha ricordato interpretazioni di un certo periodo !!! M.Giordani (Des Grieux) oggi uno dei migliori, ha sfoggiato sicurezza e padronanza del personaggio, voce squillante di bel colore, bene il duetto del 1 atto e del 2 atto, convincente nel “Oh Manon mi tradisce”, il 3 atto nell’aria “Pazzo son” qualche cenno di affaticamento, ma sappiamo cos’è quel brano !!! dopo 3 atti durissimi, e un 4 atto in arrivo. Una coppia di artisti che ha trovato un assieme importante in questa opera. Ottimo il Geronte di A.Guerzoni, gli altri nella sufficienza, con qualche…….. il Festival ha inserito nel suo programma due serate di balletto che hanno avuto grande successo di pubblico e di critica, una bella intuizione, ci auguriamo che i balletti siano in cartellone nei prossimi anni. In ultimo il Gala lirico, questo è stato lo spettacolo che purtroppo ha gravato negativamente sulla manifestazione, la A.Gheorghiu ha cantato microfonata, si è sentito molto bene, anche perchè l’amplificazione negli acuti distorceva in maniera evidente, la soprano era accompagnata da un tenore V.Mirita non all’altezza del compito. Attendiamo la stagione 2010, con esso i 100 anni de La Fanciulla del West.

  3. Il Maestro N. Luisotti il Tenore F. Demuro e le canzoni – Corsanico Festival 27.06.2009

    A Corsanico nella Pieve di S. Michele Arcangelo dove si trova il famoso Organo Monumentale di Vincenzo Colonna, si è esibito il tenore F. Demuro accompagnato al pianoforte dal celebre Maestro N. Luisotti. Il concerto  era dedicato alla canzone classica Italiana, da “Serenata celeste” a “Vivere”, da “Firenze sogna” a “Chitarra Romana”, da “Parlami d’amore Mariù” a “Vecchia Roma”, da “Addio, sogni di gloria” a “Voglio vivere così”, da “Rondine al nido” a “Terra straniera”, da “La mia canzone al vento” a “La Spagnola”, di seguito 8 bis con altre 6 canzoni, più da L’Elisir d’Amore di G. Donizetti “Una furtiva lacrima” poi da Rigoletto di G. Verdi  ”La donna è mobile”. Una serata ben riuscita, calorosa, di successo, un plauso alla scelta particolare del programma. Il Maestro Luisotti superlativo, il tenore Demuro canta molto bene, è musicale, ha bel portamento, uno smalto e un colore importante, generoso, la “SPERANZA” che canti un repertorio congeniale alla sua voce naturale, inoltre, lo studio della “TECNICA”, prosegua attentemente e in modo perentorio.

  4. Pur non essendo un suo fan – Concerto di C. Baglioni a Firenze al Giardino di Boboli il 23.06.2009

    Ho assistito al Giardino di Boboli a Firenze ad un concerto di C. Baglioni, pur non essendo mai stato un suo fan, dò una mia valutazione della serata: uno spettacolo altamente di qualità dal punto di vista coreografico, delle luci, delle proiezioni in sintonia con i brani;  l’eleganza dell’artista nell’ esposizione canora,  degna di nota la sua vocalità , proprio per questo, cantare per 160 minuti senza un attimo di pausa, è davvero straordinario. Un artista di alta professionalità a cui il tempo non fa certo difetto.

  5. G.PUCCINI emozione, e magia del posto.

    E’ una sera di fine ottobre, quasi sempre esco per una passeggiata in compagnia di Buddy il mio fido !!, la pioggia ha cessato da poco, l’aria è molto umida, via Tosca, dove abito dista poche decine di metri dall’incrocio con il viale alberato che porta alla terrazza sul lago. Il vento insistente mi segue rumoreggiando, la strada che mi accingo a percorrere è coperta in molti punti da foglie bagnate, in questo tratto incrocio pochissime persone. Viaggiare nel centro del viale senza nessuno che passi, le luci gialle, il silenzio, da lì a poco mi trovo davanti alla dimora dove giace il ”MAESTRO” , sono solo, guardo la scritta sul marmo affisso sull’esterno della Villa, all’improvviso sale nella mia mente una romanza “Tu che di gel sei cinta” che !! EMOZIONE !! mi volto, vedo il lago di Massaciuccoli increspato, sento chiaramente il battere sulla sponda dove sono ancorate le imbarcazioni, le luci delle colline che sono sullo sfondo, il porticciolo, il nuovo Gran Teatro, il Parco della Musica, la Villa Orlando, questa ambientazione, è nient’altro che MAGIA !!

  6. ” Non t’amo più ” Uno struggente brano musicale di F.P.Tosti

    Tra le incisioni 78 giri che fanno parte della mia collezione, casualmente ho ascoltato il brano sopra descritto interpretato dal tenore Aureliano Pertile, si proprio LUI,  !! Il mai tanto lodato !! in questa aria emerge con forza il suo straordinario talento artistico, si ascolti la seconda parola iniziale [ancora] più avanti la A nella frase [le parole tue furon mendAci] subito dopo il soffio nell’emettere il [te ne ricordi ancor, or la mia fede il desiderio immenso] sono svariati momenti di grande espressività, di forte intenzione interpretativa, gli attacchi sono vellutati, quanta tristezza nelle parole che seguono [i cari giorni che passammo insieme], di seguito l’accorarsi di [piangere tu mi hai visto innanzi a te] un sussulto !!, poi ascoltare con attenzione le parole  IO SOL PER APPAGARE UN TUO DESIRE quella D di desire che enfasi !! poi [avrei dato il mio sangue], si vive il racconto con un brivido continuo sino alle due parole finali  !!! NON T’AMO PIU’ !!!
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  7. “Impressioni” Al M.o Francesco Merli

    Sentendo un rar0 78 giri Columbia GQ 7197 matrice CB 7709/CB 7710, dall’opera Norma di V.Bellini, più precisamente “Meco all’altar di Venere” di seguito “Me protegge me difende”, lei M.o mi delizia con la sua splendente voce espressiva, di tecnica assoluta, di fiati incredibili, di uno smalto bronzeo, di acuti torrenziali, si ascolti quel DO !!! della prima parte, di seguito il taglio aperto della cabaletta, difficile, difficilissimo, con passaggi perfetti in ogni gamma, i fiati rubati !!! la frase della seconda parte, “quell’empio altare abbatterò” e il legato di ” e l’amor che m’infiammò” il colore della sua voce sempre in linea col canto ottocentesco che i brani ascoltati impongono, quel canto che purtroppo da tempo !!! si è perso……………… Grazie M.o di avermi lasciato questa stupenda incisione discografica, la tengo gelosamente nel mio bunkerino, con affetto e riconoscenza. Danilo
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  8. Concerto di Stefano Bollani e la sua Band al Teatro Guglielmi di Massa 17.04.2009

    Non avevo mai ascoltato un concerto di Stefano Bollani, credetemi è da non perdere !!! anzi, se stasera ci fosse il solito concerto con i soliti brani, andrei di nuovo !!! a me capita pochissime volte, la leva determinante consiste nel fatto che questo eccentrico Artista riesce con facilità  di continuo a improvvisare, stupefacente !!! gli altri della band ottimi, erano affiatati in piena sintonia con il superbo pianista…………………

  9. Ernani di G. Verdi – 05/04/2009 Teatro Comunale L. Pavarotti di Modena

    L’Opera in scena Ernani di G. Verdi, scenografia stilizzata un pò fredda, dove i cantanti si muovono in vari momenti con incertezza, questo credo per una scelta registica, il coro nella sufficienza, il direttore è mancato nei momenti espressivamente più rilevanti che lo spartito Verdiano reclama, tempi troppo veloci, che spesso, soprattutto nei concertati, mettevano in difficoltà i cantanti.
    L’ Ernani di Zulian ha voce di bel colore e smalto, ma, quando il canto Verdiano !! impone !! il suo credo…

    L’ Elvira di Amarilli Nizza, ha avuto momenti di rilievo nel cantabile, buone le agilità, tra l’altro alcune che non sentivo da tempo, ma negli estremi acuti si è evidenziata una certa difficoltà, forse dovuta a stanchezza, data l’apertura di tagli nell’aria del 1 atto, o ad un spartito non semplice (continua…)

  10. Andrea Chenier di U. Giordano – 29/03/2009 Teatro Carlo Felice

    Sceneggiatura in linea con la tradizione, produzione vista molti anni fa al Teatro alla Scala di Milano, ben riuscita nell’ambientazione, belli i costumi, la regia piacevole e in sintonia con il racconto, in particolare il finale del secondo atto,

    di seguito l’incontro tra Gerard e Maddalena del 3 atto, e l’efficiente risultato ottenuto nella scena del processo.

    La direzione sempre attenta del Maestro D. Oren riesce a ottenere risultati ottimali dall’orchestra, ma, l’eccessiva carica orchestrale alcune volte, preclude ai cantanti soprattutto nelle zone acute, di esprimersi al meglio.

    Il coro inizialmente imitando il sospiro dei pastori è disuguale, ma nel finale di “ o pastorelle addio” riesce a chiudere bene, il seguito ottimamente. (continua…)