Un maestro assoluto del canto tenorile AURELIANO PERTILE

“All’Artista mirabile, al Cantante impeccabile, all’interprete fedele di svariate opere. Mai abbastanza lodato..”  questa è la dedica di Arturo Toscanini, al suo tenore prediletto. Nato a Montagnana il 9 novembre 1885, m. a Milano l’11 gennaio 1952. Nel 1906 intraprese lo studio del canto regolare a Padova sotto la guida di V.Orefice. Nel febbraio del 1911 debutta a Vicenza nella Marta, si perfezionò a Milano con Bavagnoli, infine quando era già in carriera nei periodi liberi fece altri studi alla scuola di A.Fugazzola, fino al 1913. Il 13 maggio del 1911 al teatro Dal Verme di Milano ebbe luogo la prima in Italia dell’opera Quo Vadis di Nouguès, la sua interpretazione di Vinicio colpì i critici dal suo fraseggio suasivo e dall’elegante stilizzazione del personaggio. Nello stesso teatro nel 1912 affrontò Pagliacci e Chenier, nel 1913 andò per la prima volta in Cile e in Argentina. Seguirono scritture al Massimo di Palermo al S.Carlo di Napoli, nel 1915 al Regio di Torino e al Costanzi di Roma. I suoi successi proseguirono, nel 1917 a Genova con la Rondine, al Colon di Buenos Aires con il Ballo in Maschera, nel 1920 all’Arena di Verona con il Mefistofele. Nonostante i grandi successi, le sue prestazioni artistiche migliori si registreranno nei primi 5 anni al Teatro alla Scala, sotto la direzione di A.Toscanini, in questo teatro cantò ininterrottamente fino al 1935 con entusiastici successi in 35 opere diverse di repertorio. C.Gatti critico dell’Illustrazione italiana scriveva questo significante commento, ” I recitativi, le arie, i pezzi concertati di Lucia ritrovarono nella sua interpretazione una luce, un calore che avevamo quasi dimenticato” — A.Della Corte dopo un Trovatore a Torino del 1926 : Ricordo che Tullio Serafin mi faceva notare come Pertile si faccia, in un certo senso, una voce speciale per ciascuna opera. Il che vuol dire, che restando naturalmente immutato il timbro, passa nella sua voce un che di specifico, secondo le caratteristiche di ogni singola musica; vuol dire che egli si controlla, sente ciò che dice, sicchè l’espressione vocale è riflesso della interna concentrazione. Inoltre è studiosissimo della pronuncia chiara, e del melodizzare e del drammatizzare e dell’accentare. CHE PIU’ ? Infine Pertile ha inciso una immensa discografia, dal periodo acustico Pathe, Fonotipia, Pathè – Actuelle (a punta acciaio), Columbia, poi le incisioni elettriche sempre con la Fonotipia, la Columbia, la HMV, la Telefunken. Per terminare ascolterete tre brani:

il primo da Lohengrin “Da voi lontan in sconosciuta terra”

Il secondo brano da Manon Lescaut ” Ah Manon mi tradisce”

Il terzo brano dal Mefistofele ” Dai campi dai prati”

Mezzosoprano inizio “900” da incisioni acustiche 78 giri

Homer Louise mezzosoprano americano, nata a Pittsburg nel 1871, m. a Winter Park (Florida) il 5 maggio 1947. Debuttò in Favorita nel 1898, l’anno dopo in Cavalleria Rusticana e Aida al Covent Garden tornandovi due anni dopo. Fece poche apparizioni all’estero, una di queste allo Chatelet di Parigi nel 1910 con le recite di Falstaff, la sua carriera artistica si svolse ininterrottamente negli S.U dal 1900 al 1919 particolarmente al Metropolitan di New York. Si distinse nel repertorio wagneriano (Erda, Brangania, Fricka, Waltraute, e specialmente Ortruda e Maddalena dei Maestri cantori) ed anche in alcune opere italiane, Rigoletto (Maddalena), Gioconda (Laura) e soprattutto Amneris dell’Aida. La Homer fu cantante dalla voce poderosa, di bel timbro e ottimamente impostata. Uno dei suoi maggiori successi al Metropolitan fu l’Orfeo di Gluck della stagione 1909-1910 (protagonista, sotto la direzione di Toscanini). Le incisione della Homer appartengono quasi tutte al periodo acustico, offrono una testimonianza abbastanza fedele delle capacità della cantante, voce omogenea, dal timbro dolce e pieno e fraseggia con gusto. Delle sue numerose incisioni per la Victor, ho scelto la prima da l’Adriana Lecouvreur “Acerbe voluttà” la seconda da Il Profeta “O toi qui m’abandonne” entrambe del 1904.

Mezzosoprano “Inizio 900” da incisioni acustiche 78 giri

Mezzosoprano Olive Fremstad, nata a Stoccolma il 16 febbraio del 1871 m. a New York il 21 aprile 1951. Da bambina suonava l’organo alle riunioni religiose. Quando la sua famiglia si trasferì nel Minnesota, fece la sua prima apparizione in pubblico da pianista a 12 anni, poco dopo iniziò a cantare nelle chiese, nel 1891 andò a New York per affinare lo studio. Il suo primo concerto porta la data 8 novembre 1891, nel 93 si trasferì a Berlino per perfezionarsi con la grande Lilli Lehmann, due anni dopo si esibì a Colonia in un concerto destando tale impressione che fu scritturata per lo Stadttheater dove debuttò il 21 maggio 1895 come Azucena nel Trovatore, rimase nel teatro per tre anni successivi. Nel ‘ 96 apparve a Bayreuth in piccole parti nella Valkiria e Crepuscolo. Al teatro Metropolitan, interpretò Santuzza in Cavalleria, Venere nel Tannhauser, Brangania nel Tristano e Fricka nell’Oro del Reno. Nel 1904-05 cantò per la prima volta Carmen in francese e Kundry nel Parsifal. Successivamente affrontò la parte di Brunilde nel Sigfrido, nel 1906-07 fu Selika nell’Africana a fianco di Caruso, partecipò alla prima di Salomè negli U.S, e nel 1908 allo Chatelet di Parigi. L’1 gennaio del 1908 affrontò il Tristano con grande successo nella parte di Isotta. Oltre alle opere di Wagner fu interprete di Armida di Gluk (diretta da Toscanini), Racconti di Hoffmann. Si congedò dal Metropolitan il 23 aprile 1914 con il Lohengrin. L’ultimo concerto lo tenne il 19 gennaio 1920 a New York. Una delle prove più impegnative di questo eccezionale temperamento fu la sua Salomè, d’un furore impressionante. Non si è mai stabilito se la Fremstad fu un soprano autentico, o piuttosto mezzosoprano “acuto”. Sotto ascolterete due brani, il primo dal Don Carlo “O don fatale” il secondo da Lohengrin “Einsam in truben Tagen” incisioni acustiche Columbia del 1911-12

Bassi “celebri” da incisioni acustiche 78 giri

Chaliapin Feodor  basso russo nato a Ometovo presso Kazan il 14 febbraio 1873, deceduto a Parigi il 12 aprile 1938. Da giovane ebbe una vita modesta ed una istruzione sommaria. A 15 anni fece la comparsa in Africana, a 17 lasciò il posto di scaricatore dei battellieri del Volga, fu scritturato da una compagnia viaggiante e apprese delle cognizioni musicali, che gli permisero di cantare nel Trovatore, in Halka, e nella Tomba di Askol. Nel 1892 il tenore Usatov dette una base alla sua tecnica vocale, gli fece conoscere Musorgskij, da li a poco potè affrontare all’Opera locale Mefistofele, Faust, Pagliacci (Tonio) alternando il repertorio di basso a quello di baritono. Negli anni che vanno dal 1894 al 1899 iniziarono i suoi trionfi da Mosca a Pietroburgo, e Bol’soj. Debuttò alla Scala il 16 marzo 1901 nel Mefistofele, a fianco di Caruso e della Carelli, direttore Toscanini. Nel 1907 al Metropolitan di New York sempre con Mefistofele, ma la più clamorosa affermazione fu quella di Parigi nel maggio del 1907 con il Boris. Passò nei maggiori teatri del mondo, soprattutto Metropolitan e  l’Opera di Parigi. In Italia comparve nel 1935 al Teatro S.Carlo di Napoli nel Principe Igor, diede l’addio alle scene a Montecarlo con il Boris. Conobbe grandi musicisti come Rimskij-Korsakov e Rachmaninov che di lui scriveva “Cantava come Tolstoj scriveva” . Tra la quarantina di opere che ebbe in repertorio sono ancora da ricordare Faust, Don Carlo, Barbiere, Don Giovanni (Leporello), Don Chisciotte, Demone, Boheme. Incise numerosi dischi 78 giri G&T e Pre-Dog acustici, di questi ho scelto, il primo dal Mefistofele “Ave Signor” di seguito da Roberto e il Diavolo “Le rovine son queste”  ambedue i brani sono del 1912.

Bassi “celebri” da incisioni acustiche 78 giri

Navarini Francesco basso italiano, nato a Cittadella (Padova) nel 1855, m. a Milano nel 1933. Debuttò a Treviso nel 1878 nella Lucrezia Borgia, passando quindi a Malta 1878-79, successivamente al teatro La Pergola di Firenze nel 1880, e al teatro Regio di Torino nel 1880-81, al San Carlos di Lisbona 1881-82-83. Nel dicembre del 1883 esordì alla Scala nella Gioconda, poi in Aida, Profeta, Don Carlo (l’Inquisitore), e Ugonotti (Saint-Bris). Torna alla Scala nel 1885 Puritani, nello stesso teatro cantò dal 1886 al 1894. Con Toscanini debuttante alla Scala 1898-99 interpretò I Maestri Cantori, e Ugonotti. Nel 1887-88 cantò al Drury Lane e Covent Garden di Londra, a Parigi 1889, al Real di Madrid 1889-90. In Russia all’Opera di Mosca nel 1894 Ugonotti e Medici di (Leoncavallo). Fino al 1914 comparve spesso a Odessa e Pietroburgo. Interpretò le prime di Otello 1887  (Ludovico) Condor di Gomes 1891, di Franchetti Cristoforo Colombo 1892 e Fior d’Alpe 1894. Vantò un vastissimo repertorio, dal Fidelio al Poliuto, dal Freischutz alla Dinorah, al Simon Boccanegra al Faust, Mignon, Re di Lahore, Lohengrin, Boheme, Iris. I personaggi favoriti furono Marcello degli Ugonotti, il Cardinale Brogni dell’Ebrea, il Duca Alfonso della Lucrezia Borgia, Silva dell’Ernani. Da ricordare l’eccezionale rilievo che riusciva a dare nella parte del Commendatore nel Don Giovanni. La sua voce era di straordinaria potenza, bellezza del timbro, e morbidezza d’emissione. Secondo quanto riferisce G. Monaldi “Cantanti celebri” 1929, altra sua prerogativa fu l’ampiezza della gamma, che dal do grave, spingeva fino al la bemolle acuto. Si ritirò dalle scene nel 1914. Incise per la casa discografica Fonotipia 1907-1914. Ho scelto per questo basso due brani, il primo dall’opera Marta “Chi mi dirà”, il secondo da La Sonnambula “Vi ravviso o luoghi ameni” 

“Contralti” storici da incisioni acustiche 78 giri

Guerrina Fabbri nata a Ferrara il 21 giugno 1866, m. a Torino 15 febbraio 1946. Debuttò a Viadana nel 1885 successivamente al teatro Dal Verme di Milano e al Politeama di Palermo nella Gioconda (la cieca). Tra il 1886 e il 1888 si esibì a Madrid e Buenos Aires. Nel 1890 fu al Teatro Nazionale di Roma protagonista dell’Italiana in Algeri e della Cenerentola, nel 1891 cantò alla Scala in Cavalleria (Lola) e Condor di Gomes, successivamente al Teatro Carignano di Torino e alla Fenice di Venezia riproponeva L’Italiana in Algeri e Cenerentola. Nel repertorio Rossiniano misero in rilievo le doti vocali dei più celebrati contralti di quel periodo, in particolare, fecero impressione il volume imponente e il magnifico impasto sia del registro grave, con risonanze mascoline, sia del registro acuto. Nella prima parte della sua carriera eseguì, in alcuni dei maggiori teatri italiani e spagnoli, I Capuleti e Montecchi, Linda di Chamounix, Orfeo di Gluck. Inoltre, al Teatro Verdi di Firenze, nel 1901, eseguì il Barbiere nella versione originale per mezzosoprano. Nelle sue incisioni sono presenti imperfezioni dovute al sistema di registrazione dell’epoca nonostante questo sono di grande interesse, dove si percepisce la differenza con le cantanti d’agilità dei periodi successivi. Sotto ascolterete due brani, il primo da Italiana in Algeri l’aria “Pensa alla Patria” il secondo brano, l’aria Belliniana “Se Romeo t’uccise un figlio” da I Capuleti e Montecchi, questa incisione è notevole come esempio di fraseggio, legato ed ampio. Queste due incisioni G&T del 1903.

“Primedonne” inizi 1900 incisioni acustiche 78 giri

Parleremo e ascolteremo il soprano Salomea Krusceniski (nome d’arte S. Kruszelnicka) nata a Tarnopol (Galizia) nel 1872, fu naturalizzato italiano. Di nobile famiglia, studiò al Conservatorio di Leopoli, perfezionandosi successivamente a Milano. Iniziò la carriera teatrale a Leopoli nel 1892, poi esibendosi nei teatri di Cracovia e Odessa. Debuttò in Italia nel 1896 al Teatro Ponchielli di Cremona dove cantò Manon Lescaut di Puccini e Gli Ugonotti. Dopo Varsavia e Parigi, nel maggio del 1904 al Teatro Grande di Brescia, fu protagonista della storica ripresa di Madama Butterfly e decretò finalmente un grande trionfo al capolavoro Pucciniano. Al Costanzi di Roma 1904-5, al Teatro alla Scala nel 1906/7 in Salome e Tristano, e nella prima esecuzione di Gloria di Cilea, Aida a Buenos Aires 1907, di nuovo alla Scala per Elettra nel 1909. Nel suo repertorio Adriana Lecouvreur, Mefistofele, Lohengrin, Valchiria, Crepuscolo, Loreley, Otello, Fedra di Pizzetti prima alla Scala nel 1915. il Teatro San Carlo di Napoli sono le sue ultime apparizioni Loreley e Lohengrin nel 1920. Questo 2022 rappresenta il centocinquantesimo anniversario della sua nascita e il settantesimo della sua morte, per cui l’amministrazione Comunale di Viareggio dovrebbe onorare degnamente questa grande artista, moglie del sindaco di Viareggio Riccioni nel 1900 e 1910. Inoltre nel dopoguerra ha cercato di tornare a Viareggio segno evidente del suo attaccamento alla città, purtroppo la Politica Sovietica gli ha precluso questo ritorno. Un suggerimento al Comune di Viareggio, d’intitolare a questa eccelsa artista una via o una piazza, e un restauro adeguato della lapide. La Krusceniski ha inciso per due prestigiose case discografiche, la Gramophone, e la Fonotipia dalla quale ascolteremo questi due brani, il primo “L’altra notte” dal Mefistofele, il secondo “Un bel dì vedremo” da Madama Butterfly.

“Primedonne” inizi 1900 incisioni acustiche 78 giri

Inizio questa rubrica di “Primedonne”  con il soprano Adelina Patti, di origine Italiana nata nel 1843 a Madrid, figlia di genitori ambedue cantanti d’opera, aveva due sorelle Carlotta e Amalia anch’esse soprani. Debuttò a New York a solo 8 anni nel rondò della Sonnambula, ebbe un successo straordinario. Per oltre un decennio continuò a esibirsi in pubblico. Dopo 3 anni di studio, debuttò nella Lucia di Lammermoor all’Opera Italiana di New York siamo nel novembre del 1859, l’esito fu trionfale. si esibì in tutti i più importanti teatri del mondo, Coven Garden, Parigi, Pietroburgo, Madrid, Vienna, Berlino. Nel 1866 cantò per la prima volta in Italia a Torino, successivamente Milano Roma,Napoli. Parigi fu la sua città preferita. il suo repertorio comprendeva, Barbiere di Siviglia, Elisir d’amore, Puritani, Lucia di Lammermoor, Traviata, Don Pasquale, Rigoletto, Trovatore, Ernani, queste ultime due costituirono la base del suo repertorio. Nel 1875 sposò in seconde nozze il tenore Nicolini, e apparve sino al 1893 spesso al suo fianco, nel 1897 concluse la sua quarantennale carriera artistica a Montecarlo, con Traviata e Lucia. In ultimo sentirete la sua voce, le registrazioni sono documenti del 1906/1907, primo da Le Nozze di Figaro “Voi che sapete” il successivo “Ah non credea mirarti” da La Sonnambula, inoltre gli viene attribuita una prima incisione di un cilindro del 1895 Manon Lescaut di Auber “Bourbonnaisse”

“Confronti” Tenorili da incisioni acustiche 78 giri

Il tenore di “confronto” è Mario Gillion di origine francese, nato nel 1870 e morto a Marsiglia il 24 novembre 1914. Debutta al teatro Sociale di Monza nel 1901 con l’Africana, nel 1901/1902 al Municipale di Modena ove cantò Guglielmo Tell e Ugonotti. A Budapest nel 1902 esegue Il Trovatore, nello stesso anno a Venezia al Teatro Malibran, a Genova al Politeama Genovese, a Torino al Teatro Regio, nelle opere come sopra si aggiungono l’Ebrea al Teatro Nazionale di Bucarest nel 1904, al Municipale di Odessa nel 1905, al Costanzi di Roma 1905/1906, il Profeta al Teatro Reale di Madrid nel 1905/1906, successivamente nel 1910 e 1911 si esibisce all’Opera di Parigi in Guglielmo Tell e Aida. Nel suo canto emerge la generosità e il vigore dei suoi slanci drammatici, con una notevole presenza scenica, per cui si distinse anche nel Tannhauser, Otello, Sansone, Ratcliff. Con la casa discografica Fonotipia incise nel 1906 circa 60 brani lirici. Sotto ascolteremo due brani, il primo da Il Trovatore “La pira” (ripetuta due volte) come nel testo originale, il secondo la “cabaletta” del Guglielmo Tell.

“Confronti” Tenorili da incisioni acustiche 78 giri

Iniziamo questi “confronti” tenorili con registrazioni riportate dai dischi 78 giri acustici, il primo protagonista Escalais Leone Antoine, nato Cuxac d’Aude l’8 agosto 1859 morto a Parigi nel 1940. Nel 1882 debutta al Theatro du Chateau d’Eau nel Sardanapale di Duvernoy, nel 1883 al Theatre de l’Opera’ in Guglielmo Tell e Faust, in questo teatro rimane sino al 1891 interpretando opere con tessiture impervie particolarmente impegnative, Roberto il Diavolo-Ugonotti-Africana-Ebrea-Sigurd di Reyer, nello stesso periodo alternava impegni in Francia e all’estero. Debutta alla Scala di Milano nel 1888 in alcune recite dell’opera Ebrea di Halevy, in verità senza un successo caloroso. Rientrato in patria passò da Lione a Marsiglia ed altre città, nel 1909 torna all’Opera’ con le rappresentazioni di Guglielmo Tell (Arnoldo) uno dei personaggi distintivi, nello stesso anno si reca negli Stati Uniti dove canta a New Orleans. Nel suo repertorio due opere ove si distinse per le sue straordinarie qualità vocali Radames in Aida, e la parte di Otello, dove spesso veniva paragonato a Francesco Tamagno così da descriverlo come il Francesco Tamagno francese. Infine in Trovatore e di nuovo Ebrea, con essa nel 1912 si accomiata dal suo pubblico. Fu nominato Legion d’Onore nel 1927. Di seguito ascolterete due brani, il primo da I Lombardi “La mia letizia” e da Roberto il Diavolo “Sicilienne”  P.S sono registrazioni di 120 anni fa, rare, ma con tutte le difficoltà di registrazione dell’epoca.